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Dibattiti : Hot News
  Al di là della scienza: filosofia, considerazoni sulla mente e sul metabolismo.  
Money mouth "La colonna sonora può modificare il comportamento di azzardo" - 25/09/2014 (leggi).

 RICONOSCERE E PREVENIRE: DIPENDENZA "HIKIKO MORI" (SMARTPHONE) - 29/05/2019


L'acqua nel cervello degli adolescenti rivela i danni della cannabis - 21/08/2013 (leggi).
Gioco d'azzardo, legge più vicina - 9 luglio 2013

Viterbo Provincia, ove dilaga il gioco d'azzardo -
1/9/2012

ADHD nei bambini e gioco d'azzardo negli adulti : Il peso sulla società (leggi). 
 


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COME RICONOSCERE E COME PREVENIRE LA DIPENDENZA DA SMARTPHONE - 29/05/2019

BOLOGNA – Quando l’isolamento diventa patologico si parla di un fenomeno chiamato Hikikomori, che in Italia coinvolge circa 120 mila adolescenti che trascorrono su internet oltre 12 ore al giorno, mostrando sintomi importanti di patologie psichiatriche. In tema di dipendenze, rischi maggiori per le ragazze, mentre per tutti c’è allarme su ore di sonno perse, difficoltà nello studio con crescente distrazione nell’apprendimento, disattenzione generica nella vita di tutti i giorni e problemi della vista. Questi i principali risultati emersi dalle ricerche della Società Italiana di Pediatria (Sip) nel Position Statement, presentato oggi a Bologna nell’ambito del congresso nazionale, riguardante i preadolescenti e adolescenti nella fascia d’età tra 11 e 17 anni.

L’utilizzo compulsivo dello smartphone configura il rischio di dipendenza. Ma come riconoscerla, distinguendola dalla semplice abitudine? Attualmente pochi Paesi classificano la dipendenza da internet e quella da smartphone come vere patologie. I tratti riconoscibili individuati finora indicano ansia e irritabilità dopo un periodo di astinenza, tentativi falliti di spegnere il telefonino e compromissione delle relazioni sociali. La dipendenza è associata a sbalzi d’umore, isolamento, perdita del controllo, ansia, astenia e depressione. Internet spesso rappresenta un rifugio soprattutto per i soggetti più timidi e con difficoltà a instaurare relazioni: evidenze scientifiche hanno confermato che la dipendenza dagli smartphone può essere causata soprattutto da noia e solitudine. In generale, le ragazze sono le più esposte all’utilizzo eccessivo dei media device, per loro il rischio è 3 volte maggiore rispetto ai ragazzi perché trascorrono più tempo soprattutto alla ricerca di maggiori relazioni sociali.

In tale contesto, i genitori svolgono un ruolo cruciale nella prevenzione di questo tipo di dipendenze fornendo sostegno e educazione affettiva. Una buona relazione genitore-adolescente contribuisce a prevenire il rischio di dipendenza diminuendo il livello di ansia sociale spesso diffuso tra i ragazzi. Il ritmo circadiano, del sonno, risente negativamente dell’utilizzo degli smartphone prima di dormire perché causa eccitazione e difficoltà ad addormentarsi. Studi recenti riportano che l’uso dei media device prima di dormire riduce la durata totale del sonno di ben 6 ore e mezzo durante la settimana scolastica. Un utilizzo di 5 o più ore dei media device aumenta il rischio di dormire meno rispetto a chi li utilizza solo un’ora al giorno. Recenti ricerche confermano inoltre, che il sonno è fondamentale per il funzionamento mentale e fisico del nostro organismo e che quando è insufficiente o non adeguato è correlato all’insorgenza di malattie cardiovascolari, disfunzioni metaboliche e diabete. In materia di apprendimento, invece, le evidenze scientifiche riportano che l’uso eccessivo di smartphone – a meno che non sia finalizzato a ricerche inerenti allo studio – può determinare un approccio superficiale all’approfondimento, minore concentrazione, maggiore tendenza alla distrazione con conseguenti scarsi risultati scolastici.

 Fonte: 120mila-adolescenti-con-la-sindrome-hikikomori-connessi-piu-di-12-ore-al-giorno/

 
L'acqua nel cervello degli adolescenti rivela i danni della cannabis - 21/08/2013

da: Redazione Drog@news - fonte: Neuroscience and Biobehavioral Reviews

immagine rappresentativa della notizia

Lo studio della diffusione delle molecole d’acqua - contenute nel tessuto nervoso cerebrale - è una tecnica d'avanguardia.

Essa permette - infatti - di seguire l’orientamento delle fibre encefaliche e ricostruire in modo tridimensionale la traiettoria dei principali fasci di sostanza bianca. La tecnica di Risonanza Magnetica che permette di studiare la microstruttura del cervello è nota con il nome di “imaging di diffusione” o DWI mentre la ricostruzione 3D delle fibre nervose è possibile mediante tecnica di “tensore di diffusione” o DTI. Un team di ricercatori australiani ha recentemente pubblicato una revisione della letteratura sull’uso di queste tecniche, non invasive, di RM nello studio dell’integrità della microstruttura cerebrale in adolescenti che fanno uso di cannabis. I risultati delle ricerche dimostrano che la sostanza bianca del cervello presenta evidenti anomalie non solo nelle persone adulte con diagnosi di dipendenza da sostanze (SUD) ma anche nei giovani ragazzi che fanno uso di cannabis. Le alterazioni microstrutturali sono presenti soprattutto a livello delle aree di associazione neocorticale, strutture non ancora completamente formate in adolescenza e nelle vie di proiezione talamica. È emersa una relazione tra la dose di droga consumata e le alterazioni rilevate. Il fatto che siano evidenti le anomalie della sostanza bianca cerebrale negli adulti, dimostra e conferma l’ipotesi che il consumo di cannabis ad alte dosi nelle diverse fasi dello sviluppo nervoso, specie in adolescenza, influenza la traiettoria di crescita delle fibre e ne altera la struttura. Gli studiosi concludono sottolineando l’importanza della ricerca in questo ambito di studi e la necessità di potenziare la comprensione delle dinamiche neurotossiche delle sostanze stupefacenti, per meglio comprendere le conseguenze delle anomalie microstrutturali cerebrali riscontrate negli adolescenti che fanno uso di alcol e droghe. Tali anomalie potrebbero inoltre rappresentare un indice predittivo di aumentato rischio per lo sviluppo di una dipendenza da sostanze d’abuso in età adulta.

Baker S.T.E , Yücel M., Fornito A , A systematic review of diffusion weighted MRI studies of white matter microstructure in adolescent substance users. Neuroscience and Biobehavioral Reviews 37 (2013)


 
Gioco d'azzardo "patologico", legge più vicina: scompare il termine "ludopatia" dagli atti pubblici
Fonte: Volotariatoggi.info   --  9 luglio 2013

 ROMA. Il tempo è scaduto, occorre approvare al più presto una legge che regolamenti realmente e in modo rigoroso la diffusione del gioco d'azzardo nel nostro paese. E' questo il messaggio che arriva dall'incontro promosso oggi a Roma da "Mettiamoci in gioco", campagna nazionale contro i rischi del gioco d'azzardo e dal cartello ‘Insieme contro l'azzardo' a cui hanno partecipato numerosi parlamentari di vari schieramenti e diversi esponenti degli enti locali. L'appuntamento - dedicato a Mario Castaldi, il diciottenne suicidatosi qualche giorno fa per la vergogna provocata dall'aver perso i risparmi nel gioco d'azzardo, ultima vittima di un fenomeno fuori controllo - ha permesso di individuare una serie di punti condivisi in vista di una normativa in materia.


 La campagna - promossa da ACLI, ADUSBEF, ALEA, ANCI, ANTEAS, ARCI, AUSER, Avviso Pubblico, CGIL, CISL, CNCA, CONAGGA, Feder-consumatori, FeDerSerD, FICT, FITEL, Fondazione PIME, Gruppo Abele, InterCear, Libera, Shaker - pensieri senza dimora, UISP - ha avanzatoqueste proposte: eliminazione del termine "ludopatia" dagli atti pubblici, da sostituire con il termine, assai più corretto, di "gioco d'azzardo patologico"; divieto di introdurre nuovi giochi con vincite in denaro; completare, entro due mesi, il percorso di inserimento del gioco d'azzardo patologico nei Livelli essenziali d'assistenza garantiti dallo stato; istituzione di un fondo per la prevenzione, cura e riabilitazione finanziato per un terzo dalla riduzione delle somme destinate alle vincite, per un terzo dagli introiti dei concessionari e per un altro terzo dallo stato; impedire l'accesso ai giochi da parte dei minorenni prevedendo l'obbligo di presentazione della tessera sanitaria; stabilire una serie di norme per ridurre drasticamente i messaggi ingannevoli e tutelare i minorenni e le fasce più deboli; assegnare un potere di regolamentazione agli Enti locali rispetto all'esercizio del gioco (autorizzazioni, orari, luoghi...); istituzione di un Osservatorio nazionale sulle dipendenze da gioco d'azzardo patologico presso il ministero degli Affari sociali, a cui devono partecipare anche esponenti dei Sert e del terzo settore più rappresentativo; prevedere attività di formazione specifica per operatori dei Sert, dei Servizi di salute mentale e del privato sociale e, sui rischi dell'azzardo, per gli esercenti dei giochi; definire un complesso di limitazioni, divieti e obblighi connessi ai luoghi del gioco per ridurre i rischi di dipendenza (tempo minima di partita, presenza di orologi nelle sale, limiti per il fumo identici a quelli vigenti in tutti gli altri locali...); armonizzazione del prelievo fiscale per i diversi giochi, oggi tassati in modo spesso radicalmente, e ingiustificatamente, differente.


 "La campagna", ha affermato don Armando Zappolini, portavoce della campagna, "è pronta a cooperare con l'intergruppo parlamentare appena costituito per arrivare ad avere, finalmente, una legge sul gioco d'azzardo degna di questo nome. L'incontro di oggi, così partecipato e intenso, ci fa ben sperare. Anche se l'assegnazione della delega sul gioco d'azzardo ad Alberto Giorgetti rimane una ferita aperta, rispetto alla politica, perché assolutamente inopportuna."


(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)


 

Provincia di Viterbo, dilaga il gioco d'azzardo


Lettera aperta ai Sindaci sul problema del dilagante gioco d'azzardo nel territorio della provincia di Viterbo.


Spettabili Sindaci di questo territorio provinciale,

abbiamo deciso di scrivervi pubblicamente perché il problema che vogliamo rappresentarvi e su cui chiediamo il vostro intervento è diventato dilagante e drammatico per molti vostri concittadini e per molte famiglie. Si tratta del gioco d'azzardo compulsivo, una vera e propria epidemia sociale che si è estesa su tutto il territorio nazionale e che non sta risparmiando le nostre popolazioni e comunità locali.

Per il lavoro di cura che svolgiamo sulle dipendenze patologiche, siamo in contatto quotidiano con persone e famiglie devastate dai debiti accumulati da chi è "caduto" nel vortice del gioco d'azzardo. Gratta e vinci, lotterie, scommesse sportive, slot-machine, video poker, giochi on-line, ecc. sono tutti volti differenti di uno stesso problema di comportamento compulsivo che non fa distinzioni sociali: dalla pensionata che si spende in una mattina tutta la pensione appena ritirata all'Ufficio Postale, al muratore che in tabaccheria con le slot brucia in un pomeriggio il suo salario, dall'imprenditore che ottiene prestiti dalle Finanziarie per poi giocarsi tutto nelle scommesse sportive, alla casalinga che prosciuga i risparmi famigliari, ecc. Il problema è ad alto coinvolgimento famigliare: le conseguenze economiche del gioco d'azzardo compulsivo infatti, investono rapidamente tutto il nucleo famigliare del giocatore che può essere assediato sia dai creditori legali, banche e finanziarie, sia dai famosi "cravattari", cioè usurai che si avvalgono anche di persone/mastini per spaventare e recuperare i soldi prestati. Il coinvolgimento dei famigliari dei giocatori non è però solo di tipo economico: il giocatore può diventare aggressivo se scoperto e messo alle strette dai propri cari che pretendono che smetta di giocare. Liti furibonde, rottura della comunicazione e dei rapporti famigliari, inaffidabilità genitoriale, assenze da casa e dal lavoro, rottura della socialità, irritabilità, sbalzi d'umore, stati di confusione emotiva e cognitiva, attacchi di panico, ecc. sono soltanto alcune delle conseguenze che si verificano a livello individuale e dei rapporti interpersonali.
Per non parlare poi dei problemi d'illegalità constatati dalla Guardia di Finanza in molti esercizi del Paese o la questione del riciclaggio di denaro sporco (mafia, ‘ndrangheda, clan locali, ecc) connesse a queste attività di gioco come denunciato anche recentemente a livello nazionale dall'associazione antimafia "Libera" di don Ciotti nel rapporto "Azzardopoli".
Anche un'importante soggetto economico-datoriale come la Confindustria si è espressa con preoccupazione rispetto al gioco d'azzardo perché responsabile di togliere ingenti risorse alle attività produttive ed imprenditoriali sane e reali, immettendole in circuiti finanziari "opachi", distanti ed immateriali.

Operiamo da due anni in un Gruppo di Auto-Mutuo-Aiuto specifico per giocatori d'azzardo compulsivo e per i loro famigliari che abbiamo avviato a Viterbo con la Provincia e l'AUSL, ed abbiamo constatato che le richieste d'accesso al servizio (che ricordiamo è pubblico e gratuito) sono in costante aumento e che presto non saremo più in grado di accogliere tutti. Il nostro è un osservatorio particolareggiato che ci permette di constatare l'andamento del problema drammaticamente in estensione come indicato dal crescente numero di persone che ci chiedono aiuto.

A partire dalla nostra conoscenza diretta del problema vi rivolgiamo pertanto questo appello: intervenite subito almeno per arginare il danno su questo territorio! Non aspettate il provvedimento governativo che ancora non sappiamo quando sarà varato e che caratteristiche avrà in conseguenza dei forti interessi economici dello Stato stesso sul gioco d'azzardo. Abbiate coraggio e difendete i vostri concittadini. Voi Sindaci rappresentate la massima autorità sanitaria a livello locale quindi potete adottare dei provvedimenti per la tutela della salute delle popolazioni che vi hanno eletto. Molte azioni possono essere intraprese per contrastare il fenomeno, avete solo l'imbarazzo della scelta: nell'immediato potreste bloccare le autorizzazioni per i nuovi esercizi per il gioco d'azzardo, imporre divieti all'insediamento e all'esercizio di sale giochi in prossimità di luoghi di aggregazione quali scuole, ospedali, Uffici Postali, introdurre limitazioni orarie all'apertura delle sale giochi e degli apparecchi istallati nelle tabaccherie, controllare l'accesso al gioco d'azzardo dei minori, ecc. Ma soprattutto, potreste avviare campagne d'informazione pubblica nel vostro territorio sulle caratteristiche del comportamento compulsivo e sulle conseguenze del gioco, interventi di prevenzione nelle scuole e tra i giovani per renderli emotivamente più forti rispetto all'attrazione esercitata dai vari tipi di giochi e più consapevoli dei propri comportamenti. In altre terre c'è già qualche Sindaco coraggioso che non ha avuto paura delle grandi società che gestiscono il gioco d'azzardo, le quali cercano d'incutere paura con il loro stuolo di avvocati senza scrupoli pronti a presentare richieste miliardarie per danni a chiunque voglia limitare i loro affari. Non tanto lontano da questa terra, qualche Sindaco coraggioso e lungimirante ha già imposto nel proprio Comune delle limitazioni importanti all'accesso al gioco d'azzardo. Il nostro è un grido di dolore insieme a quello di molte persone e di molte famiglie colpite da questo flagello sociale: non aspettate che le leggi nazionali riconoscano il problema, non aspettate che vi ordinino per Decreto d'intervenire, non aspettate lo Stato, non aspettate ancora! Ascoltate invece la vostra coscienza di uomini e di rappresentanti dei cittadini, intervenite nella vostra piccola comunità dimostrando coraggio e responsabilità sociale. Ve ne saremo tutti grati e riconoscenti.


f.to Dott.ssa Anna Rita Giaccone (Neurologa Direttore SerT della AUSL di Viterbo)
f.to Dott. Luca Piras (Sociologo della Provincia di Viterbo esperto in interventi di Self-Help)


 
Cyberpsychology, behavior, and social networking: gioco d'azzardo on line, giovani maschi single più a rischio.
 Tratto da: dronet.org  --  8 maggio 2012
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Alcuni ricercatori canadesi hanno effettuato uno studio socio demografico per analizzare il rischio di dipendenza da gioco d’azzardo tra i giocatori online e i giocatori tradizionali. Del campione totale di 8.456, 8.363 intervistati non avevano mai giocato online, mentre 111 giocatori avevano giocato almeno una volta negli ultimi 12 mesi. L’età dei soggetti campionati è stata superiore ai 18 anni. I ricercatori hanno osservato che, il 92,8% dei giocatori on–line, avevano comunque giocato anche al di fuori del web. Rispetto ai giocatori tradizionali, i giocatori on–line a rischio, sono risultati per la maggior parte maschi (82% vs 50,3%) giovani con un’età compresa tra i 25 anni e i 34 anni (40,2% vs 15,8%) single (42,6% vs 23,0%) oppure conviventi (30,9% vs 21,8%) e lavoratori a tempo pieno (55,2% vs 52,2%). Secondo lo studio, i giocatori on-line sono maggiormente predisposti a giocare tutti i giochi offerti e soprattutto il poker (66,6% vs 5,4%) ad eccezione della lotteria che invece, risulta il gioco più frequente per i giocatori tradizionali (92,9% vs 77,0%). Le analisi hanno rilevato che, anche i giocatori che scommettono on–line giocano più frequentemente ogni settimana rispetto agli altri (62,3% vs 39,3%). Inoltre, la maggior parte dei giocatori online investe nel gioco d’azzardo tra i $1.001 e $5.000 all’anno rispetto ai giocatori tradizionali che spendono meno di $100 (32,3% vs 35,5%). La ricerca ha evidenziato che più del 50% dei giocatori on-line, hanno dichiarato di fare uso di alcol due o tre volte a settimana. Rispetto ai giocatori tradizionali una percentuale molto significativa superiore di giocatori on–line ha riferito di fare uso di cannabis negli ultimi 12 mesi (32,9% vs 11,3%). Infine i ricercatori hanno suggerito che per meglio chiarire il meccanismo alla base del gioco d’azzardo on line è necessario predisporre ulteriori studi e analisi sui soggetti a rischio.  

 

 


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